Pubblicato il 11 Dicembre 2021
Nel 1969 Arthur Ryan si sarà sicuramente chiesto come aprire un negozio, dato che ne aprì uno con il nome di Penneys, ma di sicuro non aveva immaginato di aprirne altri 4 appena due anni dopo e di dover inventare un nome nuovo (esistendo già i grandi magazzini J. C. Penney) per poter espandersi in tutto il mondo. Ma come si pronuncia un negozio che oggi fattura 7,79 miliardi di sterline l’anno? Primark!
Se vi state chiedendo come arrivare ad avere una catena simile partendo da un solo negozio, dovreste tenere a mente anche che quando cambia la società, cambia la moda, concetto che si sposa perfettamente con il fast fashion dei giorni nostri e che Primark ha anticipato. Qualora foste tra i pochi a non sapere cosa vende – il che non sarebbe strano dato che Primark ha scelto la pubblicità online piuttosto che la tradizionale – vi diciamo che potrete comprare capi alla moda, ma low cost. Adesso ecco il prossimo paragrafo per la domanda da un milione di dollari (anzi, sterline!).
Tralasciamo gli elementi ovvi, come la produzione in Paesi dal basso costo di manodopera e concentriamoci su qualcosa di inusuale… Quando avete visto l’ultimo spot di Primark in tv? Chi è il testimonial di Primark? Ma soprattutto, cosa avete comprato online sul loro store?
Le risposte sono mai, nessuno e niente! Non abbiamo hackerato noi il loro e-commerce, ma semplicemente non esiste, come la loro campagna pubblicitaria. Queste ‘’mancanze’’, insieme al personale ridotto alla cassa ed al magazzino, (dove non ci sono commessi in giro per il negozio!) permettono di risparmiare un budget notevole e dunque di creare l’effetto Primark, ovvero ‘’costa poco’’, ma è alla moda e ci piace.
Intanto ad informare sulla localizzazione dello store più vicino a te, ad esempio, e inoltre a poter scorrere e visualizzare i prodotti, con tanto di prezzi, come se fosse il volantino di un supermercato. Così quando entrerai nel tuo punto vendita di Catania o Milano, o da tutt’altra parte, sarai pronto a fare la spesa.
Proprio come Ikea, il sito web di Primark è una fabbrica di idee e consigli su “qual è la moda di questo inverno”, quali sono i must have della prossima stagione, ma soprattutto di guide brevi e complete che permettono di uscire dal dilagante sovraccarico informativo che subiamo e che paralizza il processo d’acquisto.
In un articolo di appena 3 paragrafi, che ci spiega quando dovremmo usare “un caldo cappotto imbottito”, perché offre “il massimo isolamento termico che ti farà sentire protetta senza rinunciare allo stile”, l’utente ha tutto ciò di cui ha bisogno per scegliere di comprare quel cappotto, senza che legga 7 riviste di moda prima di decidere.

Grazie a questa strategia comunicativa, Primark aiuta il cliente a velocizzare la sua decisione sugli acquisti da fare direttamente nello store fisico.
Complice il non poter acquistare online sul sito web ufficiale, da tempo si è verificato il fenomeno dei gruppi Facebook non ufficiali legati al brand, dove è possibile trovare dei personal shopper che acquistano su commissione i prodotti scelti al negozio, per poi spedirli. Una pratica che conta milioni di utenti e che è diventata un vero e proprio business!
Anche per questa ragione, sono innumerevoli gli store davanti ai quali migliaia di persone si sono accalcate in fila già prima dell’apertura, e di certo, non tutte erano lì per spese ‘’personali’’.
Abbiamo spiegato come Primark abbia scelto di fare a meno della pubblicità. Questa strategia è stata possibile anche grazie all’utilizzo magistrale del sito web, e soprattutto dei social network, come Instagram, Facebook e Twitter.
Il profilo Instagram principale conta più di 9 milioni di followers e pubblica in media 4-5 post al giorno e diverse storie, tenendo aggiornati gli utenti sulle ultime tendenze e sui nuovi prodotti arrivati, come ad esempio l’ultima collezione a tema Disney. Il brand, oltre ad avere diverse pagine verificate legate agli store principali, ha creato profili di settore quali kids, beauty, man e home.
Non condivide solo post con foto e video, ma sfrutta tutti gli strumenti a disposizione, dai reel alle guide.

Le strategie di Facebook, Instagram e Twitter hanno dei punti in comune, come la presenza fissa del prezzo nella descrizione, che ci ricollega allo stile “volantino” del sito web, sottolineandone il punto di forza: Amazing Fashion, at Amazing Prices.
Con un target giovane come quello di Primark, poteva mai mancare la sua presenza su un social network come TikTok? Assolutamente no!
Con oltre 250.000 follower e 2,4 milioni di mi piace, il canale risulta tra i brand più seguiti sulla piattaforma. La strategia? Seguire i trend ed ingaggiare i Creator più famosi.
Ni, è vero che abbiamo messo nero su bianco una mancata campagna pubblicitaria, ma forse l’abbiamo cercata nel posto sbagliato!
I social sono state delle piattaforme pubblicitarie particolarmente efficaci e l’assalto all’ultimo store aperto a Catania (il primo in Sicilia), ne è stata l’ennesima prova.

I canali digitali e la pubblicità online sono uno strumento estremamente potente, ma non sono una risorsa gratuita o amatoriale. Per ottenere questi risultati, il brand si è avvalso di un team di esperti che nel 2013 è riuscito ad ottenere circa 3 milioni di followers su Instagram in modo organico (senza investire in inserzioni).Un risultato straordinario e che oggi non sarebbe replicabile con le nuove politiche introdotte da Zuckerberg, ma che in ogni caso non può prescindere da un lavoro frutto di creatività e di figure professionali specializzate come: analyst, content creator e social media strategist.
Ne parliamo sotto il post sulla nostra pagina Instagram, clicca qui!
Gabriel Marino

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