Pubblicato il 14 Settembre 2021
Guardi mai il tempo di utilizzo sul tuo cellulare? Controlli quante ore al giorno passi su quei rettangoli luminosi?
Se non l’hai mai fatto, come me, ti consiglio di darci un’occhiata. O forse no, non lo so. Per me è stata un’esperienza da un lato disastrosa, dall’altro mi ha aperto gli occhi su come il mio cazzeggio stava per diventare ormai patologico.
Premetto che sono uno studente, lavoro nel digitale e faccio parte di quella generazione che fortunatamente, e sottolineo fortunatamente, è cresciuta insieme ad Internet.
(La premessa è importante perché non voglio essere giudicato e se magari qualcuno dovesse rispecchiarsi nella mia esperienza, non siamo soli, non molliamo.)
Dal mio tempo di utilizzo sul cellulare è uscito fuori che in un solo giorno ho passato 9 ore e 59 minuti con lo schermo del mio cellulare acceso. Ho subito pensato “dai era un lunedì, il carico di lavoro era tanto, l’avrò utilizzato maggiormente per quello”. E invece no, o almeno in parte. Tralasciando i vari minuti di utilizzo per ricerche Google, Whatsapp eccetera, il dato che mi ha colpito di più è stato quello relativo ai social, in particolare su TikTok, ben 2 ore e 31 minuti passati a scrollare video su video di trend, cagnolini e balletti.
Questa analisi del mio cazzeggio sportivo mi ha spaventato e mi ha aperto gli occhi.

Quanto di quel tempo in cui ho scorazzato sui social e non ho prodotto nulla poteva essere utilizzato per coltivare una passione, studiare un paragrafo in più, portarmi avanti con il lavoro o semplicemente leggere un libro?
Da quel momento ho cercato, e cerco ancora, di organizzare meglio il mio tempo in termini di produttività.
Avere sulla proprio agenda centinaia di appuntamenti, cose da fare, persone da incontrare non è sempre sinonimo di produttività. È necessario infatti salvaguardare e dare priorità alla propria agenda, utilizzando il tempo che abbiamo a disposizione per qualcosa che produca benefici a noi stessi, che sia nello studio o nel lavoro.
Per chi è alle prime armi, e magari non riesce a riempire la propria agenda come il collega super impegnato, entra in gioco la FOMO (Fear Of Missing Out). In poche parole, la paura di essere esclusi da particolari eventi, sociali o lavorativi, e la costante ansia di rimanere continuamente in contatto con le attività che fanno le altre persone.
Essere produttivi non significa fare più cose, ma significa produrre più risultati. Anche se hai l’agenda piena di cose da fare non significa che tutti quei task ti portino lo stesso risultato. La distinzione tra task produttivi e task non del tutto efficienti è così netta che spesso nel lavoro, ma anche nello studio, si parla di “fake work”, cioè quelle task che sembrano aiutare la tua azienda, o in generale il raggiungimento di un obiettivo, ma che in realtà non lo fanno. Se sei uno studente per esempio, ha molto più senso dedicare la maggior parte del tempo a ripetere che non perdere le ore ad organizzare un piano di studi dettagliatissimo e poi effettivamente studiare solo per 20 minuti.
Come ho detto prima, il tuo scopo è salvaguardare la tua agenda da quelle delle altre che vogliono “rubare” il tuo tempo. Per esempio, tu in questo preciso momento, stavi cercando un articolo che ti aiutasse a gestire il tuo tempo? Molto probabilmente no. Quello che è successo è che hai ricevuto un link dal tuo datore di lavoro o un post da un amico. In questo modo l’agenda di BSocial o la mia ti hanno deviato da quello che altrimenti avresti fatto.
Essere capaci di salvaguardare la propria agenda è far si che nessuno interferisca con la tua agenda affinché tu possa gestire al meglio il tuo tempo.
La Legge di Parkinson dice che il lavoro tende a dilatarsi in base al tempo che abbiamo a disposizione, in poche parole più tempo abbiamo più cazzeggiamo.
Per la maggior parte degli studenti (se non fai parte di noi, insegnaci), questa è praticamente una costante: tre mesi prima di un esame pensi di avere tutto il tempo del mondo per prepararlo e prendere 30 e lode, ma poi passi quasi l’interezza del tempo a studiare male o non studiare affatto, per poi recluderti una settimana in casa senza vedere la luce del sole e strappare un 18 o comunque passare l’esame.
Questo significa che da un lato, evidentemente quella settimana bastava per poter passare l’esame, dall’altro hai passato i tre mesi precedenti né studiando né in relax.
L’esempio può essere applicato anche nel lavoro, lavorando sia in team o da solo e ci aiuta a dimostrare che noi ci adattiamo a delle deadline imposte da altri, ma se non impariamo a gestire il nostro tempo, scandendo il lavoro giorno per giorno o settimana per settimana, rischiamo di essere poco produttivi o addirittura non riuscire a rispettare la scadenza che ci è stata posta.
Un consiglio che sto seguendo e che voglio darvi è quello di assegnarvi delle deadline aggressive, ovvero scadenze che ti costringono a gestire il tempo rimasto pur di portare a termine il lavoro che devi svolgere.
Dalla mia esperienza, rispettare queste scadenze non è mai facile, specialmente se studi o lavori da solo. Ci sono diversi tips che mi sono stati molto utili per assicurarmi di rispettare la mia deadline aggressiva, alcuni di questi li ho imparati e messi in pratica grazie a dei corsi di lacerba.io

La Legge di Illich dice che la quantità di tempo che allochi in una mansione non è necessariamente proporzionale al risultato che produci. In parole più semplici, man mano che lavori alla stessa cosa la tua produttività comincia a calare.
La cosa più sana che puoi fare per evitare che questo accada è passare da una task all’altra così da evitare una fase di down in cui non stai dando il massimo.
Una delle tecniche di produttività più famose ed utilizzate che rispetta alla perfezione la legge di Illich è la Pomodoro Technique.

L’aspetto più importante per completare i pomodori e quindi aumentare la tua produttività è essere assolutamente focalizzato e proteggerti da qualsiasi tipo di distrazione, che sia una notifica, un’email o la voglia irrefrenabile di farti un caffè.
I rischi sono molteplici, uno di questi è pensare di fare troppe attività diverse tra loro concentrati in slot di tempo brevi. Questo significa ritrovarsi ne a lavorare completamente, ne a rilassarsi del tutto quindi avere un basso livello di produttività.
Per ovviare a tutte le problematiche derivanti dall’utilizzo della Pomodoro Technique, il mio consiglio è farsi aiutare da delle app dedicate (Plantie) che gestiscono i famosi pomodori, in questo modo puoi misurare la tua produttività e rispettare i tempi che ti sei dato.
Lo slot da non sottovalutare è quello dedicato alla pausa, relax e svago totale. Durante il tempo dedicato al riposo non è ammesso alcun tipo di lavoro.
Un’attività molto utile per favorire la ricarica mentale giusta è cambiare setting, ovvero cambiare contesto. Questo può significare cambiare location dal quale lavori, quindi passare dall’ufficio ad un’area relax, o dalla stanza dalla quale lavori o studi ad una che ti permetta di staccare completamente dalla task che stavi svolgendo prima.
La dedizione che usi per isolarti da qualsiasi tipo di distrazione durante lo slot di tempo dedicato al lavoro deve essere uguale a quella che usi per rilassarti e ricaricare le energie in vista della prossima mansione.
Mi dispiace se questo articolo ti ha fatto “perdere” del tempo prezioso, altrimenti occupato per scrollare l’homepage di Instagram o guardare video di gattini su TikTok. Se invece ti è piaciuto e ti è stato utile condividilo sui social, tagga un amico, INVADI l’agenda personale di tutti i tuoi conoscenti!
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Davide Bonfiglio

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